Politica

La sinistra mette il Pd alla gogna. Russo, Grossi e ora Possibile: “Bongiasca, vergogna”

E’ una sorta di Tribunale del Popolo quello che si è aperto negli ultimi 4 giorni, con il Partito Democratico comasco alla sbarra (e per ora, con la via del silenzio scelta come “difesa”). Dopo le bordate a giochi ancora aperti da parte del coordinatore provinciale di Articolo 1-Mdp, Emilio Russo, e dopo la nota di fuoco di Sinistra Italia-Leu di 24 ore fa, oggi è il “Comitato Como Possibile Margherita Hack” a sparare ad alzo zero nei confronti dei dem.

L’accusa foriera di svariate condanne e della pubblica gogna per i dem comaschi è sempre la stessa: l’appoggio alla candidatura del sindaco di Gravedona ed Uniti, Fiorenzo Bongiasca (Dna democristiano, un recente passato tra Pdl e Ncd), quale candidato alla presidenza della Provincia (voto il 31 ottobre, riservato a sindaci e consiglieri comunali).

La presa di posizione di Possibile, almeno nei toni, non si discosta molto dalle precedenti anche se è impossibile non notare come in tutti i casi già citati non emerga alcuna indicazione circa nomi potenzialmente alternativi a Bongiasca.

Di seguito, il comunicato integrale di Possibile (per repliche e interventi: redazionecomozero@gmail.com)

È vergognoso che il PD appoggi un candidato di NCD come presidente della Provincia di Como.

“Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”, recita il famoso detto: questo sembra essere il motto perfetto per il PD di Como che ha deciso di ignorare qualsiasi segnale giunto il 4 di marzo e andare alle prossime elezioni provinciali supportando Fiorenzo Bongiasca, già esponente autorevole di NCD – Nuovo CentroDestra, come presidente.

Il tracollo elettorale della strategia renziana di convergere al centro per costruire una nuova balena bianca non pare essere stato assimilato dal PD locale che persevera nell’errore non essendo in grado di immaginare una politica alternativa. Eppure ormai dovrebbe essere chiaro che gli elettori di “destra moderata”, se esistono, non sono propensi a dare fiducia al PD, soprattutto quando la destra originale ha il vento in poppa come ora. D’altra parte l’ex partito di centrosinistra non è ancora riuscito ad elaborare il lutto e a ripartire con una strategia propria dopo la batosta.

Le recenti elezioni hanno dimostrato che occorre ripartire da valori e principi progressisti per immaginare un’alternativa: l’unica strada sarebbe quella di investire sul futuro partendo dalle provinciali per ribaltare il #CambioVerso del 2013; sarebbe quella di riconoscere che bisogna costruire una nuova credibilità pensando agli ultimi, quelli che sono stati abbandonati dalla politica di governo nella passata legislatura; sarebbe quella di riconoscere finalmente che la politica è una guerra per ottenere l’egemonia culturale e non una guerra tra clan per il potere, quindi se si parla il linguaggio dell’avversario e si supporta un candidato del campo avverso si afferma implicitamente di avere perso in partenza.

Tutto questo senza considerare l’altra perseveranza diabolica, stigmatizzata anche da Emilio Russo di MDP, ovvero quella di non aver spinto per cambiare il penoso stato delle province “quasi-abolite” e prive di rappresentanza eletta come qualsiasi ente locale dovrebbe essere secondo la Carta europea dell’autonomia locale. La provincia nell’assurda configurazione attuale, depotenziata dall’assenza di finanziamenti e alla mercé dei sindaci, non è in grado di svolgere alcun ruolo significativo sull’area vasta, mentre potrebbe essere preziosa per lo sviluppo delle aree interne, per la protezione ambientale, per la manutenzione del territorio, per la promozione culturale.

Il Comitato Como Possibile Margherita Hack

  1. Andrea

    In effetti ci mancava la dichiarazione di Possibile su questo argomento…
    È interessante trovare anche qui lezioni al PD da chi schifa e insulta quotidianamente il PD. Rinnovo quindi l’appello: visto che MDP, Sinistra Italiana, Possibile e compagnia hanno tutti le soluzioni in tasca per trionfare alle elezioni, che le mettano in pratica, loro che sono così bravi.
    Sarebbe anche il caso di sottolineare che alle prime elezioni provinciali post riforma (4 anni fa) nella lista di sostegno all’attuale Presidente Livio erano presenti persone che oggi sostengono MDP, LEU, Possibile e, sorpresa sorpresa, anche Bongiasca, poi nominato Vicepresidente …
    Quindi Bongiasca va bene se ci sono io, se invece io non ci sono diventa il male assoluto? Misteri comaschi…

  2. sinigagl

    Sono ANNI che i renziani tentano solo di squalificare gli avversari senza argomenti, non se ne può più.
    Ribaltando il ragionamento sarebbe interessante capire come mai se hanno governato così bene la Provincia oggi non abbiano un loro candidato forte e debbano ripiegare su qualcuno del “nuovo centrodestra”.
    Bongiasca non andava bene nemmeno prima, no.
    E non è la prima volta che Possibile prende posizione contro la farsa delle elezioni provinciali vietate ai cittadini…
    http://www.espansionetv.it/gate/2017/01/06/elezioni-provinciali-da-possibile-appello-a-ministro-prefetto-e-livio-si-sospenda-il-voto/

    • Andrea

      La riforma delle Province è ancora in vigore, quindi le regole elettorali sono le stesse di 4 anni fa. Che facciamo, lasciamo la strada spianata alla Lega salviniana?
      4 anni fa il PD aveva sostenuto una lista che era un tentativo di allargarsi a forze civiche, coinvolgendo anche chi non si riconosceva nel centrodestra composto da Forza Italia (targata Fermi e Caprani…) e Lega, Quella lista comprendeva anche il tanto vituperato Bongiasca ed ebbe il sostegno anche di chi adesso lo critica tanto. Compreso chi oggi milita in Possibile…
      I sindaci candidabili oggi sono pochi, proprio per la legge elettorale in vigore: evidentemente si sarà valutato quale poteva essere il candidato con le maggiori possibilità di vittoria, per evitare che anche la Provincia passi in mano ad un centrodestra che vive la politica come occupazione del potere, e la vicenda di Como Acqua lo dimostra chiaramente.
      Se poi MDP, Sinistra Italiana, Possibile e tutte le sigle che si proclamano “vera sinistra” preferiscono una Provincia targata Fermi/Caprani, che ci possiamo fare?

  3. Gioele

    Questi proclami li trovo molto curiosi.
    In primo luogo si invita a non votare un candidato ma si evita di esprimere una preferenza di voto. In altri termini non so proporre nessuno ma tutti sono meglio di quello che proponete voi compreso il candidato proposto dall’estrema destra!.
    Secondariamente, un gruppetto di movimenti e di piccoli partiti spiegano le ragioni della sconfitta elettorale a un partito molto più rappresentativo del loro. Io che ho preso il 3% spiego a te, che hai preso il 20%, come avresti potuto prendere il 30%.
    Infine, come capitava quando si viveva sotto lo stesso tetto, chi perde le primarie (quindi è meno rappresentativo) ritiene di poter imporre le proprie visioni a quelli che le primarie le hanno vinte (e che sono più rappresentativi) con la giustificazione di essere la “vera sinistra” ma con la consapevolezza che solo parlando a se stessi si ha la certezza che chi ti ascolta……ti da anche ragione!

    • Andrea

      Parole sante!

  4. Buongiorno,
    Scusate scrivo qui, ma riguarda tutti, destra e sinistra, centrodestra e centrosinistra.
    LE PROVINCE NON SONO ABOLITE? NO, VISTO CHE LITIGANO TUTTI, ALLORA IL VOTO TORNI AL POPOLO. NON VEDO PERCHE’ CONTINUARE QUESTA COMMEDIA, LO DICO DA ANALISTA.
    La premessa è surreale ma necessaria. Le province sono state abolite però ci sono ancora. Non esistono più come organismo politico, ma un presidente eletto non dal popolo con relativi di assessori, e consiglieri, non eleti dal popolo. Ci sono ancora come pezzo dello Stato, come uffici dove ogni giorno le persone vanno a lavorare. Dopo anni di tagli continui, dopo un lungo periodo in cui la sola parola provincia comportava l’accusa seondo me infondata di spreco di denaro pubblico, c’è stata un’inversione di tendenza. Piccola e silenziosa. Ma significativa. Nel disegno di legge sugli enti locali, approvato dalla Camera e adesso all’esame del Senato, invece delle solite sforbiciate le province hanno ottenuto una dote aggiuntiva di 148 milioni di euro. Soldi che potranno usare per la manutenzione delle strade e delle scuole, le due funzioni più importanti fra quelle rimaste nelle loro mani. Fosse accaduto qualche anno fa, quando l’austerity sembrava la soluzione e tutti i mali del cielo e della terra, sarebbe scoppiato l’inferno. Stavolta, invece, c’è stata solo una piccola lite condominial/istituzionale, con il mugugno dei Comuni che quei soldi li avrebbero voluti per loro. La popolarità segue percorsi misteriosi. Ma forse ci si è accorti che a furia di tagliare gli sprechi, che c’erano e forse ci sono ancora, siamo arrivati all’osso. E anche oltre. Secondo i dati del ministero dell’Economia, le province hanno uno squilibrio di 122 milioni di euro. Cosa vuol dire? Che non hanno in cassa nemmeno i soldi per le cosiddette spese ineludibili, quelle che non possono fare a meno di pagare: stipendi, bollette, mutui. La silenziosa inversione di tendenza della settimana scorsa serve proprio a coprire questo buco. Forse la stagione dei tagli è finita. Sicuramente è arrivato il momento di chiedersi cosa fare davvero delle province. Abolite per il grande pubblico. Ma ancora fra noi. NON ELETTE DAL POPOLO, CON AMMINISTRATORI NOMINATI TRA LITI DI SEGRETERIE.
    Scusate lo sfogo da analista, inutile che scriviamo a Roma, che ballano sul Titanic, forse solo il povero Professor Tria mi darebbe ascolto.
    Cordiali Saluti. Un abbraccio.
    Davide Fent

  5. Rumi

    Carissimo Andrea, ormai le vs. Tesi non reggono più, io sempre votato PD, trovo riluttante il non saper analizzare le cause che hanno portato un partito dal 40 al 18% ma fossilizzarsi su una situazione ormai ampiamente smentita dalle urne! Avete voluto Braga e siete stati puniti dai vs, stessi elettori,adesso volete il Bongiasca e ritornate a percorrere lo stesso solco orrendo che ci ha portato in mano ad un governo vergognoso! Adesso attaccatevi pure “al si pero'” pur di non voler iniziare a percorrere strade unitarie almeno sul territorio. La saggezza sta’ nel perdere con eleganza non nel far finta che non sia successo niente.

  6. giorgio

    3 comitati che rappresentano le solite 4-5 persone che si citano l’un l’altra per darsi forza.

    Che poi se appartieni ad altri partiti da cui ti sei allontanato, ma che te frega della linea che ora tengono?

    Sembrano i classici mariti che continuano per anni a lamentarsi delle ex-mogli..

  7. sinigagl

    Vediamo se ho capito come funziona: “io sono il PD, sono grosso e comando. Ho deciso di sostenere uno di destra e non dovete rompere, anzi voi dovete stare zitti che siete Calimeri piccoli e neri”.
    Ancora non avete capito che questa è la ricetta perfetta per l’autodistruzione? Ancora non è sufficiente la botta del 4 marzo? Ancora non è chiaro che sfottere le minoranze porta sfortuna perché si può sempre tornare minoranza?
    Oltretutto a livello nazionale il segretario sta lavorando ad una coalizione “da Tsipras a Macron” sarebbe interessante capire se la dirigenza locale ne è al corrente.

    • Andrea

      No, non hai capito bene e confondi due livelli.
      1) alle elezioni provinciali, visto l’attuale situazione, il PD propone una candidatura in chiave civica, cercando di allargare il campo del centrosinistra. non ti piace la riforma? benissimo, ma le condizioni sono queste, e quindi o giochi secondo le regole cercando di vincere, oppure non giochi, ma non ti puoi lamentare se gli altri non giocano neppure loro, anche perché tu, sinistra-sinistra, non proponi (perché non le hai) alternative;
      2) alle elezioni del 4 marzo il PD ha perso, e peggio (molto peggio) hanno fatto le altre formazioni di sinistra, aggregate in una lista unica che ha fatto un risultato pessimo. allora entrambi (PD e galassia a sinistra del PD) devono ragionare sui motivi della sconfitta e ricostruire un’alternativa credibile. Certo però non aiuta l’acrimonia da parte di rappresentanti delle due parti e neppure ha tanto senso che chi è entrato a fatica in Parlamento proponga le proprie soluzioni come verità assolute.

    • giorgio

      Il 4 marzo la botta non mi pare l’abbia presa solo un partito.

      Penso sarebbe serio che prima ognuno facesse la propria autocritica e solamente poi passasse a pretendere l’ormai celebre “analisi della sconfitta” dagli altri.

      “Sfottere le minoranze” porterà anche sfortuna, ma a quanto pare anche sfottere il PD di turno non sembra regalare grandi risultati…

      Anzi.. a furia di farsi la guerra a sinistra/centro/centrosinistra/quel-che-volete chi ci guadagna sono proprio coloro che stanno agli antipodi.

  8. sinigagl

    Rispondo una volta sola alle elucubrazioni di Andrea che hanno un’unica matrice: il ragionamento tattico al posto di quello strategico, la logica dell’amministratore anziché quella della politica.
    L’idea “mettiamoci tutti insieme per sconfiggere il bulletto del quartierino” NON FUNZIONA in politica. Non ha funzionato alle politiche (coalizione più che dimezzata), non ha funzionato alle regionali (distacco parecchio aumentato col centrodestra), non ha funzionato alle comunali (partendo da una posizione di vantaggio).
    E le regole del gioco sono irrilevanti rispetto al profilo politico: un elettore non sta a pensare “ah la legge elettorale è così quindi posso votare cosà”, semplicemente vota chi risponde meglio ai propri valori o ai propri desiderata. Se i candidati sono tutti dello stesso ambito culturale di destra non c’è alcun dubbio che andranno ancora più voti all’originale.
    Chiudo con la solita considerazione che tocca fare ai renziani: se LeU (che non è “sinistra-sinistra” o “vera sinistra”, definizioni che servono solo screditare chi è fuori dal PD) è andata male significa che il PD è andato malissimo da solo e non è certo rifacendo all’infinito gli stessi errori che potrà andare meglio.
    Per costruire un’alternativa credibile dovreste piantarla di fare la brutta copia della destra calando le decisioni dall’alto senza parlare con nessuno e come “verità assolute” appunto: altro che senza alternative e senza proposte…

  9. vanilla

    Rispondo ad Andrea….
    Ho sempre votato centro sinistra, ma il PD mi ha davvero scocciato. A partire da Renzi a tutti coloro che con arroganza credono di avere un pensiero illuminato.
    Lo stesso pensiero che ha contraddistinto la giunta precedente. “Noi siamo intelligenti, i cittadini capiranno”.
    Ecco no…
    Vorrei dirvi che sono i cittadini gli intelligenti ed hanno già capito.
    Chi scimmiotta la destra non ha alcuna credibilità.
    Meglio gli originali.
    E fate un mea culpa dei vostri fallimenti scendendo dal piedistallo, perché incolpare le minoranze che si sono staccate da voi con grande coerenza nei loro valori, è assolutamente ridicolo!

    • Andrea

      Ma veramente io, non essendo un dirigente del PD (e tra parentesi non ho mai votato Renzi alle primarie, quindi l’uso del termine “renziano” come insulto mi fa poco effetto) non ho nessun piedistallo da cui scendere.
      Qui tra l’altro si stava parlando di provinciali. Quindi sarebbe interessante sapere chi, tra i sindaci candidabili, avrebbero ricevuto il sostegno di Possibile, MDP, SI.
      Poi la chiudo qui perché tanto ci stiamo annoiando a vicenda, e annoiamo anche i gestori di Comozero con le continue notifiche dei commenti.

      PS: sinistra – sinistra non è mica un insulto, era per distinguere chi si sente di centrosinistra (e dialoga col centro) da chi invece guarda solo a sinistra.

      • Vanilla

        Non ho scritto che lei fosse un dirigente. Non ho scritto che è renziano.
        Mi sembra di aver scritto che il PD intero mi ha scocciato, a partire da Renzi…
        E ogni sua frase è slegata da ciò che le ho scritto, edavevo volutamente fatto un discorso generale.
        Ma si continua a non comprendere.
        Peccato perché ho scritto cose molto semplici!
        E su una cosa mi trova concorde: annoiamo i gestori di Comozero

  10. Fabio Bulgheroni

    buona sera.
    credo che Bongiasca sia l’uomo giusto in questo momento per attrarre quell’elettorato stanco sottostare alla prepotenza alcuni.. sindaci e consiglieri farebbero bene a ricordare la diffida inviata a tutti lo scorso settembre per la nota vicenda di Como acqua. .
    ve lo scrive uno che il conto arrivato dopo per non essere allineato e coperto. . lo sta pagando anche in termini personali.
    e poi volete sassi vice presidente ? ecco allora sapete chi non votare.

  11. Gioele

    Nonostante sia molto lontano dalle idee politiche del Sindaco Bulgheroni, sono d’accordo con lui.
    Lo scontro politico che stiamo vivendo in provincia di Como non è tra Sinistra, Centrosinistra, Destra e Centrodestra ma tra la “Sinistra liberale” e la “Destra liberale” contro i “populismi”.
    Io interpreto gli interventi di questi ultimi giorni, tutti ripresi da Como Zero, come una sempre più marcata insofferenza della Destra liberale (parte di FI e di FdI) contro la destra populista (Lega).
    Il PD non aveva candidati eleggibili e ha proposto la candidatura di un moderato anti Lega contro un candidato di FI imposto dalla Lega. Io sono convinto che gli Amministratori che non si riconoscono nelle politiche e nell’arroganza politica della Lega, sceglieranno il candidato proposto dal PD.
    Le polemiche tra PD, SI, LEU e Possibile ci fanno perdere l’assoluta necessità di fare scudo, insieme anche a chi sente lo stesso bisogno da “destra”, al populismo antieuropeista e illiberale della Lega e del suo immaturo alleato di Governo.
    Personalmente mi auguro di non dover più discutere su “chi è più a sinistra di chi” ma di “come arginare la presa che ideologie illiberali, antimoderniste, rozze e razziste hanno su troppi elettori” (compreso molti che fino a poco tempo fa votavano per i partiti di sinistra).
    Se, invece, chi si sente più a sinistra, preferisce Salvini e i suoi amici al Governo, non credo ci sia più nulla da discutere.

  12. hakluyt

    PD che va d’accordo con Bulgheroni !!!
    Siamo alle comiche finali…

  13. sinigagl

    Voi siete semplicemente pazzi caro Gioele se pensate sciocchezze del genere: mettere uno di destra moderata come diga a sinistra per la destra populista è una barzelletta. Non solo non avete capito cosa è successo nell’ultimo lustro in questo paese, non avete proprio idea di cosa sia la politica. Vi meritate solo indifferenza e oblio.

    • Andrea

      Ok, ma prima che scompariamo nell’oblio ci dici anche quale dei sindaci candidabili a Presidente avrebbe potuto ricevere il sostegno di Possibile? Così, per sapere

  14. sinigagl

    Caro Andrea, sosterremmo qualsiasi candidato che sia identificabile come progressista. E ne abbiamo qualcuno in provincia, sai?

  15. upocattivo

    Il nulla che appoggia un nulla. Il risultato è nulla.

    • carlo

      Si è scelto uno straordinario epitaffio. Complimenti

  16. Gioele

    …. a parte che io non sono il PD, quindi non parlo a nome del PD.
    Ritengo che la dirigenza provinciale del PD abbia fatto la miglior scelta non avendo nessun candidato eleggibile e dovendo, in ogni caso, proporre un candidato concorrente a quello della Destra.
    Per quanto riguarda l’autodistruzione del PD è sorprendente che questa osservazione provenga da chi non riesca a superare la soglia minima di eleggibilità e soprattutto non riesca a proporre nulla che non presupponga l’appoggio di altri nel caso specifico il PD.
    Il voler imporre le proprie idee da “minoranza” è stata tra le cause di quell’elevata litigiosità che ha fatto perdere al pd molti consensi.
    @hakluyt . Io non sono mai in disaccordo a prescindere. Per educazione ascolto sempre tutti, anche i fascisti. Lo stesso disse Pertini, Presidente della Camera, spiegando a un Onorevole di estrema sinistra che per combattere i fascisti non è necessario diventarlo.

  17. Emilio Russo

    La discussione rischia di diventare (anzi, lo è già) piuttosto stucchevole. Solo qualche precisazione, allora: 1) Celeste Grossi, Paolo Sinigaglia ed io abbiamo sempre espresso l’auspicio che il Pd avanzasse la candidatura di un sindaco proprio o comunque appartenente all’area di centro-sinistra per la presidenza della Provincia. Nessuna ostilità preconcetta, dunque, ma una considerazione che nasceva dalla constatazione ovvia che sarebbe stato necessario contrapporre al candidato delle destre un candidato alternativo e che spettava al Pd proporre un nominativo . 2) La decisione di acconciarsi a presentare la candidatura di Bongiasca è stata giustificata dal Pd con l’indisponibilità dei propri amministratori a mettersi in gioco. Secondo la mia modesta opinione, questo esito è una prova della debolezza drammatica in cui il Pd si trova oggi. E’ difficile negare però che la condizione di estrema difficoltà in cui si trova sia (anche) la conseguenza delle scelte politiche di questi anni e della logica che ha guidato la selezione dei gruppi dirigenti e degli amministratori locali. Di questo – spero – nessuno vorrà accusare i “piccoli” partiti e movimenti che si collocano “alla sinistra” del Pd. E’ curioso, piuttosto, che Andrea e altri continuino a rivendicare con una certa ottusità una continuità che ha prodotto questa condizione anziché interrogarsi sui cambiamenti di rotta necessari. Da parte nostra non c’è nessuna presunzione di fornire indicazioni al Pd; c’è solo da constatare che “lo spostamento al centro” e il mimetismo di questi anni (come nel caso della candidatura di Maurizio Traglio a sindaco di Como) hanno contribuito a tagliare il ramo su cui il Pd stava seduto: la sua cultura politica, la sua organizzazione, il suo blocco elettorale di riferimento. 3) Per quanto giustificata dallo “stato di necessità” dei dinieghi ricevuti, la scelta di Bongiasca conferma (e aggrava) questa deriva. Stiamo parlando di un candidato la cui candidatura viene proposta grazie alle firme degli amministratori del Pd, che presumibilmente verrà votato dagli amministratori del Pd, ma che ha letteralmente affermato di essere sì in contrasto con il centrodestra comasco ma di “non avere nessun problema” con quello regionale e nazionale. Anche con Salvini, si immagina. 4) Il candidato proposto dal Pd rischia di diventare ora il riferimento degli scontenti del centrodestra e di calamitare i (pochi) voti di una dissidenza che non ha nessuna base politica ma che mi sembra animata solo da un’orgia di personalismi. In uno scenario che vede il Pd ridotto a svolgere un ruolo gregario. Conclusione: potevamo tacere di fronte a questo disastro politico?

    • giorgio

      Provo a riassumere il tuo pensiero.
      1) “Noi apparteniamo ai partiti A, B e C e pensiamo che spetti al partito D proporre un nome.”
      Proporne uno voi come base di partenza per un confronto?
      2) “Il partito D è debole perchè non ha fatto una propria proposta interna.”
      Capirai che, detto da partiti che a loro volta non hanno fatto proposte, suona un po’ strano e pretestuoso.
      3) “Quindi deriva, riferimento degli scontenti, varie ed eventuali”

      In sintesi “Gli altri fan scelte sbagliate, quindi tutto va in malora e noi non possiamo fare altro che denunciare tutto questo e non tacere”.
      Non è “leggermente” autoassolutoria come analisi?

      Penso che se aveste tirato fuori una proposta, avreste “costretto” gli altri a schierarsi, scegliere e motivare; così facendo invece pare l’ennesima polemica sterile che non porterà nulla di buono a nessuno.

  18. sinigagl

    Emilio ma sei “litigioso”, poi non fai parte della “parrocchietta magica”, infine sei piccolo come Calimero, quindi non ti devi permettere, oltretutto con tutti quei “paroloni”: devi solo stare zitto.

  19. Valerio Peverelli

    Non sta a me parlare per Celeste, ma Sinistra Italiana, salvo eccezioni motivate, non partecipa alle elzioni provinciali, perché di secondo livello, quando dovrebbero essere consultazioni popolari.

    Pertanto si guarderebbe bene dall’appoggiare un candidato che avesse una storia un po’ meno da resa della sinistra di Bongiasca. Insomma il candidato scelto dal PD è solo una piccola parte del problema.
    Il problema è proprio il modello delle elezioni provinciali, che può iniziare a cambiare anche se si iniziasse a fare una sorta di “sciopero del voto” o di boicottaggio ad uno strumento evidentemente incapace di rispondere a quel minimo di democraticità e trasparenza che dovrebbe riguardare un’elezione provinciale.

    Non votammo nel 2017, non voteremo adesso, non voteremo fin tanto che il sistema rimarrà opaco e privo di senso.

    Personalmente adoro le provinicie, dipendesse da me ridurrei drasticamente le comptenze delle regioni per raforzare quelle delle provincie. Ma, ovviamente, le provincie devono essere governate democraticamente, con elezione diretta dei consiglieri, e non con elezioni di secondo livello e candidature contigentate e limitate a pochi sindaci (che senso ha?).
    Questo sistema elettorale è idiota e va boicottato, secondo me partecipare alle idiozie ti fa diventare idiota.

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