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Villa Olmo, la fine è lontana: servono (almeno) altri 5 milioni. Butti: “Ereditato un progetto con molte falle”

Dimenticati gli sfavillii del fidanzamento indiano, riposte (fino al prossimo party) le polemiche che l’hanno accompagnato, sotto gli occhi di chi passa da Villa Olmo (ed è poco interessato ai business plan, ai brainstorming, alle ricerche postume di un colpevole e cose simili) resta quello che ben sappiamo: uno splendido parco non ancora del tutto ultimato che circonda una splendida villa non ancora del tutto restaurata punteggiati qua e là da sorprendenti “dimenticanze” .

Como parco di Villa Olmo allestimento per il fidanzamento indiano

La facciata sul retro, i cancelli che nessuno ha verniciato, la ghiaia in cui affondano sedie a rotelle, biciclette e passeggini, i bagni inaccessibili ai disabili e le sale vuote e bisognose di restauri, prima che di eventi urlano vendetta e offrono il fianco a critiche da tutti i fronti. Bocconi amari per l’assessore all’Urbanistica Marco Butti che, a pochi giorni dalla consegna della proposta del Piano di Gestione del compendio di Villa Olmo, ha voluto fare il punto della situazione.

A metà novembre verrà presentata (dalla società Struttura Srl) la Proposta di Piano di Gestione per Villa Olmo. I problemi da risolvere prima di pensare alla gestione, però, non sono pochi
Ereditiamo un progetto con molte falle. Solo per fare un esempio, nel business plan inviato alla Fondazione Cariplo, la precedente Amministrazione aveva ipotizzato che la maggior parte delle entrate derivassero dai biglietti delle mostre (circa 660mila euro). Salvo poi leggere, nelle interviste allegate alla relazione fatta da Struttura Srl nel giugno 2017 (quindi ancora sotto i nostri predecessori) che il settore Opere Pubbliche dichiarava che l’impianto di riscaldamento della villa non è in grado di garantire condizioni climatiche adeguate alle grandi mostre.

Quindi lei dice di aver ereditato una bella rogna

Ci sono tanti problemi da risolvere.

L’assessore Marco Butti

Con ordine: la villa. L’assessore Bella considera di avere una stima dei costi di restauro e adeguamento della villa entro il 2019 per poi iniziare i lavori a lotti successivi. Seppur in maniera non ufficiale, avete già un’idea dei costi e dei tempi di questi interventi?
Per sistemare i tre piani e la facciata sul retro, una prima stima ipotetica è di circa 3/4 milioni di euro. Al momento non ci sono ancora progetti disponibili e non ci sono finanziamenti ma ipotizziamo di concludere i lavori per il 2022.

C’è da augurarsi che almeno i tempi per la realizzazione del passaggio per i disabili e per l’accesso ai bagni siano più rapidi
Nelle dichiarazioni di conformità prodotte da Dal Sasso nel 2017 è indicato che tutte le aree del parco retrostante, visti i dislivelli, siano accessibili con speciali macchinette elettriche come quelle dei campi da golf che verranno acquistate da chi gestirà il compendio (presumibilmente una Fondazione di Partecipazione).

Il passaggio nel parterre?
Dal Sasso parla di “corridoi in alveolare” sotto la ghiaia per permettere il passaggio delle sedie a rotelle ma non sono mai stati realizzati (e su questo è aperto un contenzioso con la ditta Cartocci). Ci stiamo attivando per riuscire a realizzarli quanto prima.

I bagni per i disabili?
Secondo il progetto di Dal Sasso, i bagni per disabili saranno collocati nella zona delle serre storiche. Il problema è che per arrivare alle serre o passi dal cancello su via Bellinzona (ipotesi non contemplata) oppure a un disabile occorrono le macchinette elettriche.

Ipotesi suggestiva ma piuttosto scomoda. Intanto i disabili cosa fanno? Se la tengono?
Nell’attesa stiamo predisponendo una piccola rampa che consenta di superare il gradino degli attuali bagni all’ingresso del parco. Ma serve il via libera della Soprintendenza.

Per quanto riguarda il parco?
Escludiamo l’ipotesi di un ticket d’ingresso per molte ragioni, non ultimo il fatto che la parte che confina con il parcheggio del Lido è aperta e la Soprintendenza non concederà mai l’autorizzazione a realizzare una recinzione che la separi dal parterre, che deve restare gratuito. E anche l’ipotesi di chiudere solo la parte dopo il Ponte della Conoscenza è impraticabile perché interromperebbe la continuità con il parco del Grumello (gratuito).

Parlando di recinzioni, perché quelle sulla via per Cernobbio non sono state realizzate?
Nel progetto non sono state previste. E’ un costo che dovremo sostenere noi perché così com’è la situazione è pericolosa.  E’ pericoloso anche non avere un sistema di videosorveglianza.
Non è stata prevista. E in un parco così è impensabile che non ci sia. Così come dei cancelli che si chiudano meglio di quelli attuali. Dobbiamo intervenire anche su quello.

Il ristorante?
Oggi è in condizioni disastrose. Bisogna capire se individuare un soggetto che si faccia carico dei costi dei lavori (circa 1milione e mezzo) o farcene carico noi per poi darlo in gestione. Lo valuteremo dopo aver ricevuto l’ipotesi di gestione dell’intero compendio.

Immaginiamo per un attimo di aver risolto tutte questi problemi. E’ tutto perfetto. E tutto molto costoso da mantenere, direi. Landriscina ipotizzava addirittura che Villa Olmo, non solo si autofinanziasse ma generasse addirittura introiti. Come farete?
Per quanto non siano piaciuti a tutti, eventi come quello di Dolce e Gabbana o il fidanzamento indiano saranno necessari per sostenere i costi di gestione del compendio.

Avete ipotizzato un limite massimo di chiusure per questo genere di eventi?Altrimenti, per far quadrare i conti, si corre il rischio che Villa Olmo diventi più un immobile da affittare che un bene pubblico da godere. La società che sta predisponendo la proposta di piano di gestione sta valutando anche questo aspetto per capire per quanti giorni all’anno la villa e il parco potrebbero essere chiusi al pubblico.

Naturalmente abbiamo riportato il punto di vista di Butti, dichiarazioni che certo scateneranno più di un malessere. Riflessioni e controdeduzioni: redazionecomozero@gmail.com

  1. Franco B.

    Mi limito a ricordare un fatto. Quando c’era l’assessore Gaddi, per 10 anni Villa Olmo sembrava una reggia. Tutto funzionava, pure il ristorante, il parco era mille volte meglio di oggi, per non parlare del pubblico che affollava mostre stupende. Anche le feste, dove potevano partecipare tutti, erano ben altra cosa di quelle blindate delle griffe di moda fatte per qualche negoziante di abbigliamento del centro. E siccome ci sono sempre andato con mia moglie e i miei bambini, me le ricordo molto bene. Oggi, invece, siamo in questa tragedia. Non mi importa di chi sia la colpa, ma questa è la realtà, e noi comaschi non abbiamo più il nostro gioiello.

  2. Gioele

    Tutti hanno ereditato da altri problemi: chi ha ereditato il problema Ticosa, chi la ristrutturazione di Villa Olmo e chi, come la Giunta Lucini, la “stupidaggine” delle paratie. Quando si è eletti per governare, i problemi devono essere risolti prima che evidenziati. Altrimenti, come la Raggi, si fa poco e male ma è sempre colpa di quelli di prima.

  3. Domenico Vandelli

    Gentile Franco B., sostenere che la villa ed il parco al tempo di Gaddi fossero mille volte meglio di oggi è una colossale bugia. ll parco è stato restaurato splendidamente, ma forse lei non è ancora andato a visitarlo o non è stato in grado di accorgersene; la villa ha la facciata anteriore rinnovata e per il resto è comunque rimasta come Gaddi l’aveva lasciata. Il ristorante è effettivamente chiuso, ma gli spazi esterni sono stati riqualificati. Parlare quindi di tragedia mi sembra un po’ esagerato.
    E’ naturale che si debba dare seguito ai progetti di riqualificazione dell’edificio e trovare una adeguata formula di gestione. Su questo l’amministrazione Landriscina è molto in ritardo.

  4. Domenico Vandelli

    Videosorveglianza, integrazione delle recinzioni, adeguamento dei bagni esistenti, nuovi cancelli, qualche metro di alveolare sotto alla ghiaia, un rastrello per distribuirla meglio …
    Mi risulta che il progetto realizzato sul parco sia solo un primo lotto dei numerosi necessari e previsti. E’ ora che il Comune cominci a gestire la villa e a proseguire nel completamento del piano generale approvato da Fondazione Cariplo, facendosi carico dei problemi da risolvere e non continuando ad attribuirli al passato.

  5. Franco B.

    Gentile Domenico, le faccio notare che il parco adesso ha enormi aiuole che ne hanno ridotto, e di molto, la possibilità di utilizzo. Ci vado a correre ogni tanto, e le assicuro che quando ci sarà il bel tempo, vedrà fiumi di persone che le calpesteranno, perché i vialetti si sono ridotti moltissimo, e il Comune non sarà in grado di tenerle in ordine. E anche sul retro, voglio proprio vedere i giardinieri comunali che mettono a posto i fiori. E poi scusi, ma c’era bisogno di togliere le panchine rotonde attorno agli alberi? Ma che fastidio davano? Ma soprattutto, che fine hanno fatto le mostre? Non è per tirare in ballo sempre Gaddi, si figuri che non l’ho nemmeno mai votato, ma sta di fatto che da quando non c’è più lui sono sparite anche le mostre, e questa è una vera perdita per la città.

  6. Comino

    Ma l’impianto di videosorveglianza non doveva rimanere alla villa come “dono” da parte di Ambani? O era solo un nuovo impianto di allarme? (A parte che al giorno d’oggi chi non include videosorveglianza in un impianto di allarme?!). É quindi stata forse una bufala o semplicemente ci si é dimenticati di dirgli di lasciarlo?!

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