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Sanità privata, sindacati all’attacco: “Basta, 5mila lavoratori attendono il nuovo contratto”

Cigl, Cisl e Uil del settore sanità, vanno all’attacco per chiedere il rinnovo contrattuale degli operatori del privato.

“Ora basta – si legge nel comunicato congiunto – I 5.000 lavoratori che operano nell’ambito della Sanità Privata nella Provincia di Como chiedono fortemente il rinnovo contrattuale oramai scaduto da più di 12 anni. Parliamo di infermieri, fisioterapisti, tecnici sanitari, operatori socio sanitari, operatori amministrativi e operatori tecnici che, con passione e impegno, garantiscono i servizi sanitari ai cittadini nonostante i loro salari (da euro 1.100 per un ausiliare a euro 1.400 per un infermiere turnista mensili) siano ormai fortemente penalizzati dal mancato rinnovo contrattuale”.

La trattativa per il rinnovo contrattuale, dopo anni di indisponibilità da parte delle associazioni nazionali delle cliniche private, è iniziata nel 2018 ma di fatto rimane in stallo, secondo le organizzazioni sindacali, “per la pretestuosa posizione dei datori di lavoro di scaricare sulle Regioni i costi del rinnovo contrattuale. Questa situazione e queste modalità d’azione umiliano e mortificano ulteriormente le donne e gli uomini che chiedono semplicemente di veder riconosciuta la qualità del loro lavoro e una retribuzione adeguata e dignitosa”.

“Queste sono le motivazioni a sostegno delle iniziative che FP CGIL, CISL FP e UIL FPL hanno messo in campo presso le strutture private del territorio comasco (Istituto Clinico Villa Aprica, Ospedale Moriggia Pelascini di Gravedona, Ospedale Valduce di Como, Ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba) raccogliendo centinaia di firme ed effettuando assemblee e presidi – si conclude la nota – A oggi è ancora possibile per i lavoratori e i cittadini aderire alla raccolta firme a sostegno del rinnovo contrattuale della sanità privata presso le nostre sedi territoriali o nelle strutture sanitarie presso i delegati aziendali. Sostegno ad un rinnovo che interessa cittadini e lavoratori, perché un lavoro dignitoso è garanzia di servizi migliori”.

Il 30 gennaio prossimo, infine, si terrà l’attivo unitario regionale presso la sede di Regione Lombardia con l’obiettivo di chiedere alle istituzioni di fare la loro parte.

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