Solidarietà e Sociale

VIDEO “Cascina Cristina”: la comunità-sogno dei giovani autistici (che spera in Cariplo)

Dopo quelli di Insubria e Torre Pantera possiamo anticipare un altro progetto presentato per i Fondi Emblematici Cariplo discussi pochi giorni fa dal Tavolo per la Competitività. E’ l’associazione Abilitiamo Autismo Onlus a siglare il “Progetto “Cascina Cristina” Fecchio di Cantù (CO) per la realizzazione di una comunità residenziale per giovani adulti autistici“.

Ne riportiamo integralmente i dettagli.

1. Introduzione
Con la presente, l’Associazione AbiLItiamo Autismo ONLUS (Abitiamo e Abilitiamo) desidera portare alla Vostra attenzione il seguente progetto, finalizzato alla realizzazione di una comunità residenziale per giovani adulti affetti da Autismo. La comunità si costituirà presso Cascina Cristina, sita in località Fecchio di Cantù assegnata in comodato d’uso gratuito alla nostra associazione dalla commissione economica S. Vincenzo, con ristrutturazione a carico dell’Associazione ABIliTiamo Autismo ONLUS.
Avendo ben in mente i diversi bisogni della persona con autismo e dei suoi familiari ci prefiggiamo di ampliare il nostro progetto proponendo altri tipi di servizi di presa in carico diurna (CDD) o interventi di accoglienza temporanea in modo da integrare i servizi territoriali.

2. Il contesto

L’autismo è un disturbo che coinvolge tutto lo sviluppo della persona, che determina disabilità sociale impattando sulle capacità di comunicazione e sulle modalità di comportamento. Le persone affette da autismo hanno difficoltà nella comprensione di messaggi provenienti dall’esterno e nel formulare pensieri propri; sono però tutte diverse tra loro, non solo per diversi livelli di abilità o disabilità, ma soprattutto per attitudini, gusti, storie personali e caratteri.

3. Il bisogno
Nell’affacciarsi alla prima età adulta, le persone affette da autismo richiedono sempre più una presa in carico specialistica in modo da favorire interventi efficaci per la persona e per il suo inserimento nel contesto sociale. Sono proprio questi interventi che possono cambiare radicalmente la prospettiva di vita della persona e del suo nucleo familiare, a vantaggio anche della società.

Compiuto il 18° anno di età, le persone affette da autismo con importante complessità comportamentale si trovano molto spesso di fronte all’impossibilità di avviare un adeguato progetto di vita a causa della mancanza di strutture specializzate e capaci di prendersene cura valorizzandone le potenzialità. Le famiglie che si trovano in situazioni come queste sono quindi costrette a ricorrere a strutture che possono essere molto lontane dal nucleo familiare, anche fuori regione come nel caso dei figli di tre dei fondatori dell’Associazione ABIliTiamo Autismo ONLUS.

4. Descrizione del Progetto
Grazie a un gesto di grande e generosa disponibilità il Consiglio Pastorale Comunità San Vincenzo di Cantù ha deciso di mettere a disposizione del nostro progetto Cascina Cristina. L’Associazione ABIliTiamo Autismo ONLUS, facendosi carico della ristrutturazione e riqualificazione del suddetto edificio, si propone di realizzare sul territorio brianzolo un contesto innovativo per la presa in carico della persona adulta con autismo.

4.1 I destinatari
Il contesto abitativo potrà accogliere 12 persone autistiche adulte la cui elevata complessità comportamentale e assistenziale non consente loro di vivere al proprio domicilio. Verrà utilizzato come requisito per l’accesso al servizio residenziale RSD la diagnosi di autismo (DSM-V 2013), l’invalidità del 100% e la contestuale presenza della certificazione di handicap grave ai sensi della legge 104/92.

4.2 La Casa
Cascina Cristina Archinto di Fecchio (Cantù) si presta magnificamente al nostro progetto per le seguenti caratteristiche:
è immersa nel verde, protetta e riservata;
è adiacente al nucleo abitativo urbano di Cantù e offre opportunità per attività agricole, lavorative e occupazionali;
data la sua composizione, oltre a fornire il giusto contesto per la struttura abitativa, sarà anche possibile realizzare altri servizi aperti al territorio, come un centro diurno e alcuni spazi sollievo o percorsi avviamento alla vita autonoma in realtà protette per i soggetti con alto funzionamento.
Le condizioni abitative richiameranno quelli della casa familiare con spazi accessibili e adeguati alle esigenze e bisogni della persona autistica, compreso il diritto alla riservatezza. La struttura residenziale garantirà il rispetto dei requisiti previsti dalle norme vigenti in materia di urbanistica, edilizia, prevenzione incendi, igiene e sicurezza, eliminazione delle barriere architettoniche. In ottemperanza della normativa vigente in materia di accreditamento, si struttureranno spazi ben definiti (vedi progetto allegato) da adibire a:
area abitativa con 6 camere per due persone con bagno riservato;
area di vita collettiva con sala da pranzo, spazi polivalenti, laboratori, servizi igienici accessibili;
area dei servizi generali con cucina, lavanderia, depositi e uffici;
area dei servizi sanitari con infermeria, palestra e multi-sensory room.

4.3 Il servizio
Gli interventi educativi realizzati in questa casa–struttura saranno finalizzati al potenziamento funzionale e al modellamento del comportamento. Sarà fondamentale costruire un ambiente abitativo adattato alle caratteristiche della mente autistica sotto il profilo strutturale, sensoriale ed ergonomico, utile alla prevenzione dei comportamenti problematici tipici.
In ottemperanza a quanto definito nella DGR 12620/2003 e nella Delibera Regione Lombardia n.X/2569 del 31/10/2014 il servizio proposto potrebbe essere accreditato nell’ambito dell’unità di Offerta Socio Sanitarie come RSD ovvero Residenza sanitaria-assistenziale specificamente destinata all’area della disabilità grave.

Ai ragazzi che vivranno in questo luogo non vogliamo dare solo assistenzialità, ma soprattutto fornire loro la possibilità di esprimersi pienamente realizzandosi come persone. Per il perseguimento del suddetto obiettivo ci ispiriamo al modello di cura bio-psico-sociale che mette al centro la persona autistica. Il modello di presa in carico è orientato a perseguire la migliore interazione possibile tra la componente sociale e quella sanitaria a favore delle persone autistiche adulte con complessità comportamentale.

La nostra vision prende spunto nell’articolazione di ogni suo aspetto da modelli virtuosi che abbiamo avuto il piacere di conoscere in Lombardia e in altre regioni d’Italia (per esempio Cascina Rossago presso Pavia, Residenza Primavera presso Codogno, Villa Ottavia presso Piobesi d’Alba, Casa Sebastiano a Coredo in Trentino).

4.3.1 Le attività
Ogni attività quotidiana, a partire dalle cose più semplici, diverrà occasione di educazione attraverso interventi strutturati e organizzati per le specifiche caratteristiche dell’autismo.
Si punterà su opportunità di crescita educativa e di rinforzo delle autonomie cognitive, personali e di integrazione sociale in modo da ottimizzare le potenzialità di ogni persona ospite. Questo fine vuole essere raggiunto prevalentemente tramite il lavoro agricolo in ambiente protetto che contribuiscono a dare ordine e sistematicità, coerenza e prevedibilità, facilitando la costituzione di un ambiente adatto alle caratteristiche e alle esigenze dell’autismo. Inoltre saranno attivati laboratori artigianali come falegnameria, tessitura, ceramica, terapia occupazionale; attività espressive e cognitive come musica, pittura, arte-terapia, ippoterapia e pet-terapy; programmi sportivi come trekking, basket e piscina.

4.3.1 Gli interventi socio-sanitari
Laddove previsto si erogheranno interventi di cura sanitaria attraverso prestazioni terapeutiche, medico o infermieristiche di varia natura e interventi di cura assistenziale necessari per supportare il compimento delle attività fondamentali di vita quotidiana.

4.3.2 Il team
Il team multi-professionale elaborerà per ogni persona ospite della Casa dei profili di fragilità e sulla base di questi dei Progetti Individuali in ottemperanza a quanto definito dalle Linee Guida dell’Istituto Superiore della Sanità e dalla letteratura scientifica di riferimento che forniscono indicazioni sugli interventi per i quali sono disponibili prove scientifiche di valutazione ed efficacia. All’interno della struttura opereranno le seguenti figure professionali: educatore professionale, OSS, ASA, Infermiere; mix di figure educative-assistenziali (es. pedagogista,terapista occupazionale,arte terapista, maestri d’arte e di lavoro) medico psichiatra e psicologo.
Il contributo di familiari e volontari, ognuno con le proprie competenze, arricchirà il progetto, con-correndo insieme al team di operatori alla realizzazione pratica del progetto di vita della persona autistica.

4.3.3 Oltre il nostro cuore centrale
L’associazione si propone inoltre di assicurare interventi di sollievo con accoglienza temporanea di persone autistiche a sostegno delle famiglie e in collaborazione con il Piano di Zona creare anche un CDD specifico al fine di ottimizzare risorse strutturali e competenze dell’equipe.
Il progetto coinvolgerà professionisti esperti e competenti del settore, enti pubblici (regione, enti locali, ATS, istituti di ricerca e cura) e privati, nonché associazioni e/o strutture aventi analoghe finalità.

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